El mas'cio: processo, morte e resuression

di Danilo Dal Maso e Donnisio da Montecio


Regia di Alvin

 


 

LA TRAMA
Una colossale indigestione dopo un’abbuffata a base di maiale crea la paralisi in un paesino veneto, privandolo di dottore, sindaco, maresciallo dei carabinieri ecc. La gente, sobillata dal parroco, indice un processo alla povera bestia. Il verdetto è scontato e la vittima predestinata subirà la giusta condanna. Ma nel secondo atto si vendicherà e, come fantasma dispettoso, sconvolgerà la quiete della casa dei suoi carnefici e tra equivoci, liti e gelosie, farà scoppiare il finimondo. Alla fine, la sua attesa e sospirata resurrezione in salami, prosciutti e tanto ben di Dio farà tornare il sorriso a tutti, spettatori compresi.

NOTE DI REGIA
Riproporre il linguaggio concretamente parlato dalla gente per riscoprire sulla scena avvenimenti e situazioni vissute è quanto si siamo proposti nel mettere in scena questo lavoro. L’allestimento si muove secondo due direttrici: da un lato la riproposta di un mondo contadino in modo storicamente fondato, in cui la sostanza del racconto, il recupero dei termini, delle situazioni e degli oggetti sono estremamente fedeli; dall’altro il risalto all’evento teatrale, allo spettacolo in quanto tale, in cui la recitazione, la vivacità del ritmo, le invenzioni sceniche, le musiche, i costumi, la scenografia stessa, giocano un ruolo fondamentale. In questo contesto si muove il narratore che, prendendo per mano gli spettatori attraverso un atto decisamente onirico e un secondo più realistico, li porta alla riscoperta di un mondo contadino dai personaggi e dalle abitudini scomparsi.

 

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