• Ah, la gelosia!
  • L'avvocato de le cause perse
  • El barbiero de Porta Monte
  • Tossego e Vinsanto
  • Tossego e Vinsanto
  • El mas'cio, processo, morte e ressuresion
  • Quel fiol d'un can d'un gato
  • Vicentini Magnagati
  • L'amante de legno
  • Vicentini Magnagati
  • El Senatore Volpon
Previous Next

La nostra storia

 

Da una cena galeotta…

 

La Compagnia Teatrale Astichello taglia un importante traguardo.

E mai come quest’anno la voglia di festeggiare era tanta ma le circostanze ci faranno solo rimandare l’evento.

Vogliamo però fare un riassunto dei nostri primi 30 anni, insieme.

 

 

La storia inizia nel marzo 1991, da una leggendaria cena al Molin Vecio di Caldogno che vede nascere l’idea poi sancita ufficialmente il 28 Ottobre dello stesso anno con l’atto costitutivo a firma di Danilo Dal Maso, Gianfranco Sinico, Domenico Lonedo e Gianni Fantin, di una Compagnia Teatrale che porti avanti la tradizione del Teatro Popolare.

Il simbolo scelto per la compagnia è opera di Galliano Rosset: un gatto che con le zampe anteriori muove due marionette in un teatrino. Vi sono racchiusi i due cardini dell'attività artistica del gruppo, gli stessi che ancora oggi la caratterizzano: Vicenza e il teatro, un teatro che della vicentinità incarni e trasmetta la lingua, la storia, la tradizione e i valori.

 

Dopo i primi passi percorsi con Pino Costalunga per l'allestimento (poi non realizzato) del suo testo "Sogno" e dopo l'animazione di alcune iniziative culturali, galeotta fu un’altra cena.

Nell'ottobre del 1992 il ristorante Molin Vecio propose alla compagnia di creare un intermezzo teatrale per la tradizionale cena a base di maiale del giorno di Santa Caterina. Fu così che il 25 novembre andò in scena l'atto unico "Farghe el fioco al mas-cio", su canovaccio di Dal Maso e Sinico, quest'ultimo celato dietro il nome d'arte Donnisio da Montecio.

Una prima elaborazione di quel lavoro, con il titolo di "El mas-cio: processo, morte e resuression", debuttò per la regia di Maurizia Beggio nella primavera del 1993, nell'aula magna della Scuola media di Cavazzale: erano i primi passi di quello che, rielaborato ulteriormente nel 1997 con la regia di Aldo "Alvin" Zordan, era destinato a diventare uno dei cavalli di battaglia della compagnia.

Con l’entusiasmo alle stelle nell’estate del 1995 il gruppo porta sul palco il nuovo lavoro “ Quel fiol d’un can d’un gato”, tratto da un canovaccio di Renato Abbo e adattato per le esigenze della compagnia da Danilo dal Maso e Donnisio da Montecio. La regia è affidata ad Aldo “Alvin” Zordan, che da questo momento firmerà tutti gli allestimenti della Compagnia, porta sul palco una commedia briosa con personaggi ritagliati sugli istrionici interpreti. Segna il suo esordio anche lo stornello finale che dà lì in poi resterà a firma di tutti i lavori dell’Astichello. Lo spettacolo pluripremiato conquista anche la lontana Sicilia dove i Nostri ottengono applausi a scena aperta e numerosi riconoscimenti vincendo il Festival Nazionale “Sciascia” a Caltanissetta.

 

I cinque anni successivi sono dedicati alle repliche dei primi due lavori e solo nell’estate del 1999 si coglie l’ispirazione per quella che potrà essere la nuova commedia.

I nostri autori hanno per le mani il copione di “Barba e Capelli” di Ugo Palmerini, una farsa in genovese pensata per Gilberto Govi. Dopo averlo fatto tradurre, lo riducono, lo adattano e lo arricchiscono di dettagli nostrani e così nasce “El Barbiero de Porta Monte”. Anche qui la regia di Aldo “Alvin” Zordan accosta perfettamente personaggi e interpreti. Al debutto nel luglio del 2000 il risultato è una commedia che varca i confini e approda in varie regioni d’Italia e in Sicilia, a FITALIA 2004, Danilo Dal Maso si porta a casa un meritatissimo premio come Miglior Attore Caratterista. Le repliche durano anni e iniziano a riempire la bacheca della sede di riconoscimenti conquistati nei vari festival.

 

Nel 2002 c’è fermento in Compagnia ma soprattutto voglia di una nuova sfida da affrontare così da un testo del grande Cesco Baseggio e Galeazzo Galeazzi gli autori consegnano nelle mani del regista Alvin il copione de “L’Amante de Legno” con le dovute personalizzazioni vicentine, ma c’è in sospeso il finale che non convince del tutto. Provvidenziale l’intervento di Luigi Lunari che pur definendo la commedia “scombinata” mette la parola fine al copione. Il debutto con grandi consensi è nell’estate 2003.

 

Negli anni successivi si procede con l’allestimento del maggior successo della Compagnia Astichello. Tratto dal testo di Primo Piovesan “I Magnagati” ecco pronto per il palco “Vicentini Magnagati”. Ricco di personaggi brillanti e musiche coinvolgenti questo spettacolo visto da più di 30.000 spettatori, varca i confini nazionali e va a sventolare la bandiera biancorossa nel Rio Grande do Sul, in Brasile, nel 2007. Complice il gruppo teatrale del luogo che anni prima aveva chiesto il testo del Mas’cio per poterlo replicare nella grande comunità di origine veneta del posto, si instaura un’amicizia che porta all’organizzazione di ben 8 trionfali repliche in terra brasiliana. Più che un viaggio un’esperienza che fortifica la convinzione che il Teatro delle origini ha un valore nel tempo e nello spazio, varcando i confini territoriali per rinsaldare la memoria del passato che lega i Vicentini nel mondo.

Nello stesso anno il Comune di Monticello Conte Otto ci proclama “Cittadino Benemerito” per meriti artistici legati alle tradizioni vicentine che diffondiamo.

 

Sempre nel 2007 si da l’avvio a quello che sarebbe diventato un appuntamento irrinunciabile: inizia “ FEBBRAIO A TEATRO” la rassegna che ci vede nelle vesti di organizzatori sempre supportati da preziosi sponsor e dall’amministrazione comunale di Monticello Conte Otto.

 

La prima edizione prende avvio anche con l’intenzione di una  raccolta fondi per contribuire alle spese necessarie per la ristrutturazione del Teatro Roi di Cavazzale.

 

Il 2007 non è un anno di soli successi, segna anche una data particolarmente triste per la compagnia, la scomparsa del fondatore Danilo Dal Maso, che ci lascia attoniti ed è per ricordare questo grande amico che l’anno successivo, visto anche il calore con cui è stata accolta la rassegna “FEBBRAIO A TEATRO”  che si decide di  trasformarla in un concorso in memoria del nostro fondatore.

 

L’asticella della qualità si alza con il successivo lavoro, siamo nel 2009 e su suggerimento di Luigi Lunari si mette mano a Tossego e Vin Santo, il riadattamento del più celebre “Arsenico e vecchi merletti” viene affidato ad Antonio Stefani. La sfida è ardua, si cambia modalità di lavoro e si approcciano personaggi ben più impegnativi ma la prova riesce ed ecco debuttare la commedia più impegnata dal punto di vista stilistico.

 

Nel 2011 arrivano i vent’anni dalla fondazione e per festeggiare la Compagnia vuole dare il meglio mettendo in cantiere ben due lavori in contemporanea.

L’occasione vede l’addio di qualche attore e l’inserimento di nuove leve.

La squadra si divide in due gruppi, entrambi con la regia di Aldo “Alvin” Zordan e i lavori iniziano.

 

Nonostante le perplessità iniziali, visto che il testo si distoglieva dal solito registro comico, il primo lavoro a vedere il palco è “Il Senatore Volpon” che il celebre drammaturgo Luigi Lunari scrive per la compagnia partendo dal suo “Il senatore Fox”.

Una commedia che gioca tra denuncia politica e satira di costume. Un testo meno comico del solito ma che non manca di essere caratterizzato con personaggi tratteggiati con stile brillante.

Con questo progetto si sperimenta anche un nuovo metodo di lavoro: il “weekend full immersion” : tre giorni intensivi che prevedono la coabitazione del cast in una casa nei pressi di Recoaro Mille.

I risultati si vedono, la squadra si rinsalda e il lavoro accelera.

 

Nel frattempo i lavori per la seconda commedia subiscono delle lungaggini ma nel 2012 debutta anche “L’Avocato de le cause perse” ispirato da un testo di Amendola e Corbucci , riscritto da Antonio Stefani che è diventato il traduttore/autore ufficiale della compagnia, un testo più brillante del suo gemello e dallo stile decisamente classico per noi, porterà nella cassa della Compagnia numerose soddisfazioni e i relativi premi, anche nazionali.

 

I venticinque anni arrivano in un lampo, per l’occasione si riunisce tutta la squadra e sul palco si propone “ Ah! La Gelosia” la commedia è composta da tre atti e un prologo. Il percorso della messa in scena è arduo tra addii e sostituzioni, causa sopraggiunti impegni, ma il risultato è scoppiettante! La grandiosa scenografia dipinta da Galliano Rosset lascia a bocca aperta il pubblico tra il primo e il secondo atto quando appare sullo sfondo addirittura un giardino Veneziano.

Si continua con grandi risultati, la commedia fa il pieno di premi e riconoscimenti.

 

Giusto un paio di anni dopo si mette in cantiere “Amore, Polenta e Bacalà” tratto da un testo di Donnisio da Montecio, Danilo dal Maso e riadattato a copione come sempre da Antonio Stefani.

Ambientata in due linee temporali diverse la trama a tratti drammatica, comica fino a toccare punti di vera ilarità, si chiude con grande commozione finale e riesce a conquistare un posto speciale tra i lavori portati in scena.

 

Negli anni la Compagnia ha partecipato anche a numerosi altri progetti che ci hanno visto coinvolti fuori e sopra il palco; dal “Teatro a scuola”, progetto del 1997 in collaborazione con l’Amministrazione Provinciale, che ci ha visto coinvolti per portare la nostra esperienza in alcune scuole medie di Vicenza e provincia per avvicinare gli allievi al Teatro della tradizione; passando per il doppiaggio in veneto del cartone animato “Clifford”; ad un “Processo al Bacalà” sempre nel 1997, con ospiti illustri quali Maurizio Mosca e Aldo Biscardi per la Festa del Bacalà di Sandrigo; o l’esibizione, nel 2005, di un atto unico in Piazza dei Signori per rievocare l’invenzione della stampa con “Che tipo quel tipo dei tipi” o nel 2008 un ricordo di Andrea Palladio per i 500 anni dalla nascita con “ A tu per tu con il figlio di Piero della Gondola” messo in scena per accompagnare visite e convivi palladiani, fino al fortunatissimo programma “il Filò” realizzato da Videomedia TVA Vicenza e dedicato alla cultura e alle tradizioni popolari che ha visto nell’arco di tre anni più di novanta appuntamenti, dove i Nostri hanno rispolverato tradizioni, modi di dire e aneddoti della vita contadina.

 

Dopo un lungo restauro nel Settembre 2019, con grandi sforzi da parte della comunità, viene riaperto al pubblico il Teatro Roi di Cavazzale e la Compagnia Astichello è in prima fila per l’inaugurazione con due repliche di “Amore, Polenta e Bacalà”. Questo piccolo Teatro è nei nostri cuori da sempre e la Parrocchia, nella persona di Don Giacomo, ha visto subito quanto la nostra dedizione era sincera e ci ha affidato un primo triennio di iniziative per la gestione e finalmente l’edizione n. 14 della rassegna da noi organizzata “FEBBRAIO A TEATRO “ si sposta dalla Sala Bressan ad un palco vero, è tutto pronto; a fine gennaio 2020 iniziano gli spettacoli.

Già … il 2020.

Come in tutto il resto d’Italia a fine Febbraio si chiudono le porte.

Il dispiacere è tremendo.

Ma non demordiamo e chiuse le porte agli spettacoli rimettiamo mano ad un copione.

Una prima scelta del nuovo lavoro viene messa da parte per puntare su “ La pillola Tiramesù” un testo volutamente brillante proprio in previsione di proporre al pubblico qualcosa di leggero dopo il periodo che si sta vivendo.

 

Nell’agosto del 2020 vista la tregua estiva del virus organizziamo “Teatro Sotto la Luna” una rassegna di incontri sul palco nella magica cornice di Villa Zanella. Le compagnie sono entusiaste e il pubblico, seppur contingentato, non ci fa mancare il suo sostegno.

La Compagnia interviene a questa manifestazione non solo come organizzatrice ma proponendo anche una propria messa in scena: una conferenza spettacolo “La strada del leone” di e con Galliano Rosset che segna l’impegno del gruppo per mantenere viva la fiammella del Teatro nel grave momento della pandemia dovuta al coronavirus.

L’umore migliora in previsione dei mesi successivi.

 

L’autunno e il peggioramento della situazione sanitaria però fanno sospendere le prove dal vivo ma la Compagnia non si perde d’animo e passa alle piattaforme digitali per mantenere il lavoro fatto e farsi trovare pronta per la riapertura dei teatri.

E arriviamo a Marzo 2021.

La Compagnia Teatrale Astichello compie 30 anni, il “nostro” Teatro Roi e i teatri di tutta Italia sono ancora chiusi.

Noi non molliamo, restiamo fiduciosi e ci faremo trovare pronti con un nuovo spettacolo per farvi tornare a sorridere consapevoli dell’importante ruolo che il teatro riveste per la comunità. Nei nostri spettacoli, d'altra parte, abbiamo raccontato tante volte le vicissitudini della gente comune, la capacità di resistere alle avversità e di tornare a sorridere.

Quando purtroppo non lo sappiamo ma… CI SAREMO.

 

Ecco, questo sarà il regalo più bello per questi trent'anni di teatro...

 

Compagnia Astichello al debutto con "Amore, polenta e bacalà"

Sabato 21 aprile alle 21 e domenica 22 alle 16.30, alle Scuole Medie di Cavazzale di Monticello Conte Otto, debutto ufficiale per la nuova commedia della Compagnia Astichello: "Amore, polenta e bacalà", due tempi dialettali di Donnisio da Montecio (Gianfranco Sinico) e Danilo Dal Maso, scomparso nel 2007, ma volutamente citato come coautore perché di questo testo aveva posto le basi già molti anni or sono. Al copione ha inoltre collaborato, soprattutto per gli aspetti linguistici, il giornalista e scrittore Antonio Stefani. Diretto da Aldo "Alvin" Zordan e arricchito dalle scenografie di Galliano Rosset e dalle musiche originali del M° Giuliano Fracasso, Gli appuntamenti saranno realizzati con il patrocinio del Comune di Monticello Conte Otto. 

Leggi tutto...

Sei qui: Home

logo fitalogo fitaveneto